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Mi
è capitato di scoprire la bellissima Grotta del Lago, dando fede ad un
racconto di pescatori che parlavano
di un passaggio percorribile a piedi e di uno specchio acqueo interno.
Prima strisciando, poi carponi, infine in piedi, attorniati da formazioni
di ogni tipo, piccole spiagge sabbiose, aghi di roccia, torri ed
arabeschi, con Marco Oliverio e Alessandra Novelli, abbiamo raggiunto la
grande sala con il lago di acqua calda. In apnea abbiamo notato una
prosecuzione sommersa. Tornati all'esterno ed individuato un ingresso
subacqueo a poca profondità, lo abbiamo percorso fino ad uno strettissimo
laminatoio che da accesso al cunicolo principale, interessato più o meno
intensamente dalle acque sulfuree.La prima parte ha il fondo roccioso ,
dopo una curva ad angolo retto, con colonne e stalagmiti, diventa fangoso.
In corrispondenza di una colonna solitaria, dove sgorga la sorgente,
abbiamo iniziato la risalita verso la superficie del lago. Ricorderò per
sempre l'emersione in compagnia di Marco, con Aie che aspettava sulla riva
del Lago.Tenevo in mano uno scomodissimo tubo di plastica grigia con i
bordi leggermente sollevati col quale svolgevo una sagola marrone da
palamito. I rocchetti seri sarebbero venuti dopo.
Olivier
Isler e Claude Touloumdjean, famosi speleosubacquei
che ho accompagnato qui nel corso del Meeting Internazionale
Speleoduemila, hanno apprezzato molto la particolarità di questa
immersione.
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