|
E’
difficile dimenticare questa immersione perché la sagoma dei due
ingressi superiori paralleli, che danno il nome di Grotta degli Occhi,
rimane impressa anche al subacqueo più distratto. La profondità
massima è di 15 mt. dove entriamo nell'atrio parzialmente illuminato da
due aperture superiori. Degni di nota eleganti briozoi ventaglio Hornera
frondiculata e riflessi di luce. Di fronte, un ramo infangato, pericoloso e
da evitare.
Sul soffitto un foro permette il comodo passaggio di un subacqueo per
volta dando accesso al piano superiore (-7 mt). Da questo punto si ha la
migliore immagine degli occhi da cui la grotta prende luce. Si prosegue
verso I'interno emergendo in due sacche subaeree che presentano un
evidente collegamento con l'esterno e dove è quindi possibile scambiare
due parole e vedere le singolari concrezioni coralloidi a forma di
funghetto e cavolfiore. Sotto di noi una grossa stalagmite ed una
nicchia laterale con stalattiti ed una mensola che rappresenta un antico
livello marino. Si esce dall'occhio destro e, pinneggiando lungo la parete,
si raggiunge l'ingresso della Grotta del Sangue (-7 mt), così chiamata
per alcune concrezioni rosse incrostanti della parte emersa visitabile con
un imbarcazione. Si tratta di una grotta marina dal tipico andamento
rettilineo, con il fondo in risalita ed evidentissimi ripple marks. Essi
sono il risultato dell'azione dinamica del moto ondoso che riesce a
spingere più lontano solo le particelle più piccole. A conferma di ciò,
l'accumulo di sabbia alla fine del percorso, -3 mt. Ben visibile è la
sorgente di acqua sulfurea calda (24° C) con i bianchi filamenti di
solfobatteri. Soprattutto
in alta stagione stiamo attenti a non emergere perché le barche visitano
continuamente la Grotta del Sangue. Da un lato parte la "variante", un
tortuoso cunicolo riservato agli esperti, che porta ad un laghetto interno dove possiamo ammirare la
stratificazione di antichi livelli di spiaggia. Prima di emergere, durante
la tappa precauzionale, i buoni osservatori fanno conoscenza con la lumaca
fogliolina Elysia timida.
|