Grotta Viola Ubicazione e descrizione
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Tratto da: ISSD - Grotte Marine d'Italia - Memorie dell'Istituto Italiano di Speleologia 6 - Serie II Bologna 1994 - A cura di M.Alvisi, P.Colantoni, P.Forti

Descrizione English description

Tre ingressi ed una finestra più piccola permettono l'illuminazione naturale dell'atrio della grotta Viola, caratterizzata dalla presenza di patine di manganese nelle quattro zone subaeree della cavità. Altra caratteristica è la presenza preponderante delle acque sulfuree. È bene quindi (come sempre del resto) non togliere maschera ed erogatore una volta emersi perché il pungente odore di acido solfidrico (uovo marcio), potrebbe causare nausea e mal di testa. Si entra a - 14 mt. e percorso l'atrio dal fondo ciottoloso si ha la visione generale degli ingressi. Si prosegue verso l'interno tenendosi staccati dal fondo che diventa fangoso, fino a raggiungere la parete. Ci troviamo in uno strato di acqua calda (24°) e lattiginosa per la presenza di zolfo colloidale in sospensione. L'atmosfera è irreale e sembra di essere sospesi tra le nuvole. Lungo la parete la bianca peluria delle colonie di solfobatteri e i fori dei litodomi Lithophaga lithophaga, molluschi bivalvi ormai morti a causa della composizione chimica dell'acqua. Una volta emersi ci troviamo nel grande lago principale e subito notiamo il viola intenso del manganese sulla parete. Colonnine, stalattiti, stalagmiti, cannule e formazioni eccentriche impreziosiscono la scena. Qualche metro sopra la nostra testa, il solco di corrosione generato da miscelazione di acque di natura diversa, è indice di un antico livello marino. I fori visti sott'acqua, continuano anche sopra a testimoniare le variazioni della linea di riva. Raggiungiamo poi una sagola completamente priva di incrostazioni che avevo ancorato a pelo d'acqua durante le operazioni di rilevamento della cavità. Riscendendo in parete a -7 mt. notiamo la netta linea di separazione tra la zona sulfurea e la sottostante dove riprende la vita. Anche la differenza di temperatura sottolinea questa divisione. Rimangono da visitare le cupole più piccole dove il viola scuro del manganese appare evidentissimo e le pareti interne dell'atrio ricche di vita. Sulla volta dell'ingresso principale, lo scolmatoio delle acque calde che defluiscono con una certa intensità, trasportando flocculi e facendo ondeggiare i filamenti di solfobatteri.